La Commissione Europea ha avviato una procedura di
infrazione nei confronti dell’Italia contro l’abuso dei contratti a tempo
determinato. Tale procedura si è resa necessaria a seguito delle numerosissime
vertenze avviate in tutta Italia anche dalla FLC CGIL contro la reiterazione
dei contratti a tempo determinato, fattispecie questa, che si presenta in modo frequentissimo nei comparti della
conoscenza in specie tra il personale della scuola dove docenti e personale Ata
vengono assunti ad ogni inizio anno e licenziati al termine delle lezioni.
Continua a leggere sul sito del Flc Cgil: http://www.flcgil.it/attualita/estero/precari-la-ue-avvia-una-procedura-di-infrazione-contro-l-italia.flc
Vi giro il
resoconto del Dott. Giorgelli, rappresentante del personale
tecnico-amministrativo in CDA, della
seduta del CDA del 12 dicembre, in cui
sono emersi dei punti interessanti per il personale precario
dell’Università di Pisa:
- lunedì 17
dicembre si terrà la commissione reclutamento del personale.
Come
Coordinamento Precari Unipi abbiamo inviato a Michele Da Caprile,
rappresentante del personale tecnico-amministrativo nel senato accademico, il
comunicato consultabile QUI.
- martedì 18
dicembre, alle ore 12:00, presso il Polo Carmignani, si terrà la riunione del
corpo accademico (per chi è in servizio, è possibile usufruire del monte delle ore previste per le assemblee): questo appuntamento potrebbe essere
un’occasione importante per dimostrare la nostra presenza sia agli organi
dell’ateneo, sia ai collegi a tempo indeterminato. Chi è interessato a
partecipare, può rispondere a questa mail, ci daremo un appuntamento per andare
insieme.
Care colleghe e cari colleghi, si è svolta il 12 dicembre 2012 la prevista riunione del CDA di cui vi espongo alcuni argomenti che sono maggiormente importanti, fornendovi
la massima disponibilità per maggiori informazioni su tutti gli ulteriori punti dell'odg di interesse personale. Comunicazioni E' stato trasmesso il calendario delle sedute di CDA e SA fino a luglio 2013. La cadenza delle sedute del CDA sarà di una ogni tre settimane, mentre quella del SA di una al mese, sempre il mercoledì. Sono stati messi in bilancio 294.272
euro di maggiori stanziamenti dal MIUR per cofinanziamento di assegni di ricerca. Sono state formate le commisioni permanenti istruttorie d'Ateneo che vedono la mia presenza nella commisione Bilancio, quella di Michele Da Caprile in quella Ricerca e Personale, Quella di Silvan Agueci nella commissione Edilizia. Delibere Il CDA ha prolungato di 6 mesi la convenzione per il servizio di cassa col Banco Popolare Società Cooperativa. In merito invece al punto statuti e regolamenti, la discussione si è svolta su una possibile contraddizione insita nello statuto sul tema
dei regolamenti, in attesa di un approfondimento del Sa , è stato sospeso l'esame del regolamento del CUG (comitato Unico di Garanzia ) che sostituisce, per legge il Comitato pari opportunità e quello paritetico sul fenomeno del Mobbing; l'esame del regolamento del dipartimento di Economia; l'esame delle norme quadro per il regolamento del CUG. Sono invece stati rinominati i centri di Ateneo togliendo la parole "Interdipartimentale" della loro intestazione; è stato
approvato il regolamento dell'IT Center, Information Technology, dove è prevista l'interessante figura del coordatore tecnico , modello che potrebbe essere adottato nei dipartimenti e nei futuri centri per l'organizzazione di parte del personale Tecnico. Il grosso della discussione si è svolto sul bilancio dove, a fronte di un taglio di 12 milioni di euro,
il CDA ha assunto l'impegno per
il mantenimento delle stesse cifre
di spesa non fisse dello scorso anno. E' veramente difficile poter fare immediatamente un confronto con le voci analitiche tra il 2012 ed il 2013, ma comunque il dettaglio verrà presentanto nei prossimi giorni agli organi di governo , che daranno il parere ed approveranno il preventivo 2013 e quello triennale Economico Patrimoniale. Su mia richiesta e degli
studenti del CDA il Rettore ha convenuto di convocare il 17 dicembre sia la commissione Edilizia, dove verrano esposte le linee del programma edilizio annuale e triennale, sia la Commisione per le Politiche di Reclutamento del Personale TA e Docente. Il 18 dicembre 2012, su richiesta degli studenti e mia verranno poi esposte pubblicamente le linee del bilancio in una riunione del corpo elettorale convocata dal Rettore, alle ore 12, al Polo Carmignani, la cui partecipazione, per noi è
considerata orario di lavoro. il 19 dicembre 2012 ci sarà poi
il parere del SA e il 21 dicembre l'approvazione del CDA del bilancio 2013 e del triennale 2013-2015. Siamo ancora comunque in una
fase finale interlocutoria di scavo, approfondimento e analisi , ma sicuramente trovo positivo , per esempio , che ci siano previsti degli stanziamenti (circa il 3,5%) di possibili aumenti per il personale TA, sempre che non ci sia il blocco delle dinamiche contrattuali. Ugualmente positiva è la volonta, fatta propria dal CDA, in un momento di tagli generalizzati negli enti pubblici, di mantenere le stesse cifre sui costi non fissi obbligatori senza alzare le tasse universitarie ed a fronte di un calo di 12 milioni di euro del FFO. Per quanto mi riguarda qualche ombra rimane sul bilancio dei dipartimenti e sulla difficoltà che ci ha portato all'adozione di
questa tipologia di bilancio economico patrimoniale per la mole di lavoro complessa e prolungata che i colleghi amministrativi hanno dovuto e stanno affrontando. Nei prossimi
mesi , per esempio bisognerà controllare fortemente le spese dei dipartimenti, nel senso che andrà monitorato da vicino quanto si spenderà
per evitare che si consumino, eventualmente, troppe risorse.
Altro aspetto che dovrà essere acquisito è la nuova concezione di "visione" del bilancio per costi e
ricavi. Ho chiesto quindi anch'io la
massima condivisone e trasparenza nella comunicazione delle scelte che SA e CDA faranno relativamente al bilancio. Per ora mi fermo qui per non dare subito troppi numeri ed ingolfarvi completamente. Nella prossima esposizione sul bilancio darò più dettagli e nel frettempo vi sollecito a partecipare all'incontro
del Corpo Accademico di martedi 18 dicembre 2012. Come ultima nota vi comunico che ho votato contro il punto 6.4 sulla "concessine di postazioni per attività venatorie sui terreni dell'ateneo" nella zona di
Tombolo. Sono state inoltre approvatte le delibere relative al rifacimento della facciata di Agraria e la convenzione dell'Ateneo col CRDU , con il sigillo di un protocollo di intesa che regolamenta i rapporti dell'università col Centro Ricreativo Dipendenti Universitari. Saluti Francesco Giorgelli Membro TA del CDA -- Dott. Francesco Giorgelli Dipartimento di Farmacia Via Bonanno 6/33/35 Cell 3338029253 ufficio
0502219670 fax 0502219660 francesco.giorgelli@farm.unipi.it
Se siete
tra i precari “fortunati” che prima di perdere un lavoro sono riusciti a
maturare i requisiti per la richiesta dell’indennità di disoccupazione, dopo
circa due mesi dalla dichiarazione dello stato di disoccupazione, dovrete
recarvi al centro per l’impiego per sottoporvi al cosiddetto colloquio di orientamento.
Presentarsi
al colloquio è fondamentale per continuare a percepire l’indennità di
disoccupazione (la mancata presentazione senza un motivo giustificato prevede
la sospensione del pagamento), ma, come tengono a sottolineare gli impiegati
del Centro per l’Impiego, l’importanza e il senso del colloquio non è tanto il
mantenimento della disoccupazione (…e se pensiate che sia così siete solo una
massa di bamboccioni fannulloni e un po’ choosy
che bivaccano sul divano alle spese dello Stato!...), ma la stipula del “patto
di servizio integrato” (D.Lgs. 297/02 e Reg RT n. 7/04).
Che
cos’è il patto di servizio integrato? E’ un documento cartaceo, sottoscritto
dal cosiddetto orientatore e dal disoccupato, in cui entrambe le parti si
impegnano al compimento di azioni rivolte all’inserimento lavorativo e/o alla
partecipazione ad un percorso formativo.
In
particolare il Centro per l’Impiego si impegna ad offrire i seguenti servizi:
- accoglienza
del lavoratore/disoccupato
- illustrazione
del percorso/progetto e degli obiettivi che si vuole raggiungere
- consulenza
per l'analisi e l'individuazione dei bisogni professionali, anche a partire da
una rivisitazione dello storico professionale
- costruzione
di un piano di azione individualizzato, che diventa parte integrante e
sostanziale dello stesso Patto. Il Piano deve prevedere le disponibilità della
persona nei confronti di proposte formative e/o lavorative, esplicandone anche
le motivazioni. Fra i servizi si possono prevedere: colloqui di orientamento,
tirocini o w.e., voucher per la partecipazione a percorsi formativi, colloqui
di inserimento in azienda, candidature ad offerte di lavoro
- consulenza
per stesura di c.v.
- consulenza
per la preparazione a colloqui di selezione
- consulenza
per l'analisi di un'idea di lavoro autonomo, verifica del business plan,
collaborazione al progetto di avvio d'impresa, consulenza sui finanziamenti per
il sostegno alla creazione d'impresa
garanzia
di riservatezza delle informazioni ricevute e dei percorsi concordati, fatti
salvi gli scambi di informazione con altri servizi pubblici che partecipano
allo sviluppo del progetto
Il
disoccupato si impegna invece a:
- sostenere
il colloquio con l'operatore del CPI per definire il bisogno e iniziare a
definire ed impostare il Piano di azione individualizzato
- partecipare
agli incontri, ai colloqui, ai progetti e percorsi definiti precedentemente con
l'operatore e facenti parte del Piano di azione individualizzato
- candidarsi
per gli annunci di lavoro compatibili con il proprio profilo professionale,
anche con il supporto consulenziale dell'operatore del CPI
- sostenere
eventuali colloqui di inserimento/selezione con aziende selezionate dal CPI
- comunicare
entro 24 ore all'operatore del CPI: situazioni, fatti o motivazioni che
impediscono la partecipazione della persona al servizio proposto dal CPI;
cambio del domicilio; accettazione di un'offerta di lavoro, anche se a tempo
determinato; partecipazione ad un percorso formativo
- leggere
ed accettare le modalità di svolgimento del Piano, le regole del Patto e le
eventuali sanzioni e conseguenze derivanti dall'inosservanza di quanto
concordato.
Devo
ammettere che il mio “orientatore” era una signora piacevole, competente e
rassicurante che mi ha dedicato quasi un’ora di tempo e non solo mi ha
gratificato lodando il mio curriculum
vitae e affibbiandomi competenze e capacità che neanche sapevo di avere ma, per almeno tre quarti d’ora di tempo, mi ha permesso di gongolarmi in un
favoloso mondo fatto di datori di lavoro generosi, possibilità di
crescita, validi corsi di formazione, realizzazione delle proprie aspirazioni e
dimostrazione delle proprie capacità. Quasi quasi, quando finalmente ho firmato
il mio ambizioso patto di servizio integrato, avrei voluto rimanere ancora un
po' accoccolata nella poltroncina color arancio e crogiolarmi in quel
promettente e florido Pleasantville ricco di opportunità. Ed anche se, nonostante il mio tergiversare,
la gentile orientatrice mi ha dovuto liquidare dicendomi –“Mi sembra che
abbiamo detto abbastanza”-, ho deciso che non voglio affatto concludere con il
mio solito sproloquio sull’inefficacia e l’inadeguatezza dei sistemi di
reclutamento, e vi lascio in un wonderful
world:
Siamo un gruppo di precari
dell’Università di Pisa che, dal luglio scorso, hanno avvertito la necessità di
riunirsi per comprendere meglio la dimensione e la situazione del precariato nell’Ateneo.
Le riforme che negli ultimi anni hanno
modificato profondamente l’assetto organizzativo e gestionale delle università,
la legge Fornero, la spending rewiew
e la recente riorganizzazione delle strutture dell’Università di Pisa, fanno sì
che la già incerta situazione dei lavoratori precari diventi ancor più critica
e nebulosa.
Attraverso la diffusione di un
questionario conoscitivo, fatto circolare limitatamente tra il personale a
tempo determinato per la difficoltà di individuare il personale con altre
tipologie di contratti a termine ( co.co.co., co.co.pro e partita iva), abbiamo
rilevato che, dal gennaio 2012 ad oggi, nell’Università di Pisa sono presenti
ben più di 120 persone con contratti a tempo determinato, la maggior parte dei
quali ha svolto servizio per periodi maggiori a 36 mesi.
Facendo un confronto tra le attività
previste dal contratto e le mansioni realmente svolte, abbiamo rilevato che,
anche nei casi in cui i contratti gravino su fondi relativi a progetti di
ricerca, i lavoratori precari svolgono mansioni che rientrano nella “normale
amministrazione” delle diverse strutture universitarie. Pertanto, non è
possibile affermare che i contratti a tempo determinato finanziati con fondi di
ricerca siano naturalmente limitati alla durata della ricerca stessa perché sappiamo
benissimo che l’attività oggetto del contratto è solo un pretesto per
permettere al dipendente di continuare a lavorare.
Di fronte alla pubblicazione del D.M. 22
ottobre 2012 n. 297, relativo alla determinazione del contingente assunzionale
delle Università statali per l’anno 2012, alla mancanza della pubblicazione del
piano triennale del fabbisogno di personale, all’approvazione, con delibera del
CdA n. 279 del 31 ottobre 2012 del fabbisogno di personale tecnico della
Direzione Edilizia ed alla scelta di non esercitare per gli anni 2012, 2013 e
2014 la facoltà di risoluzione dei rapporti di lavoro prevista dall’art. 72,
comma 11, della legge n. 133 del 2008, chiediamo
al Consiglio di Amministrazione di esprimere, in maniera chiara, in che modo
intende agire nei confronti dei
lavoratori precari. Di conseguenza, auspichiamo che l’Università, nell’intento
di deprecare il dilagare delle situazioni di precariato e il proliferare di
graduatorie e di nuovi interpelli, sia giudiziosamente intenzionata a trovare
delle soluzioni per garantire stabilità a chi, in questi anni, ha contribuito
con serietà e impegno, qualità rese palesi dai molteplici rinnovi e dalla
stipula di nuovi contratti, al funzionamento dell’Università di Pisa.
Per affinità elettiva, ci teniamo a farvi conoscere il blog di diversamente.occupate.blogspot.it,
ovvero il diario di un gruppo di giovani donne che si confrontano con il
difficile mondo del lavoro.
Nate il: nella prima metà degli anni ’80, troppo tardi per vivere la
politica degli anni ’70, troppo tardi per la contestazione, tardi per i
partiti, i sindacati, i collettivi, in tempo per incontrare donne che fanno
politica per le donne.
Stato civile: nubili e una sposanda
Studi: umanistici. Comunicazione, Filosofia, Dams. Tutte figlie della
riforma del 3+2. Laureate in Filosofia politica, una in Teoria del cinema.
Ciascuna ha studiato per il piacere di farlo, per curiosità, per passione;
nessuna credeva nell’equazione studio=preparazione al lavoro: mentre altri
spulciavano le guide all’università valutando i diversi sbocchi professionali,
noi cercavamo di interpretare quali meravigliosi contenuti si celassero dietro
i titoli dei moduli di didattica. Aspettative spesso disattese, il piacere
maggiore è venuto da quello che non ci aspettavamo: per tutte il pensiero delle
donne.
Competenze acquisite: disciplina, sindrome della formichina operosa,
capacità di improvvisazione orale; gestione del tempo, strategie di
sopravvivenza settimanale con 50 mila lire/ 50 euro nel portafogli; abilità nel
destreggiarsi fra le trafile burocratiche, alta densità creativa nella
riorganizzazione del presente, re-immaginazione del futuro, rielaborazione del
passato; ottimizzazione dello spazio in valigia, fisica e metaforica;
resistenza al nozionismo; capacità di sfuggire alle etichette e alle riduzioni
ad uno, scoperta del valore del nomadismo dei saperi; non è davvero oro tutto
quello che luccica.
Esperienze lavorative: Ripetizioni a domicilio, Pr in discoteca,
commessa, insegnante di pianoforte per bambini, operatrice call-center,
dialogatrice, banconista pane e derivati, promotrice di vacanze studio,
volantinatrice, animatrice per bambini, segretaria di seggio, bagnina,
stagista, volontaria servizio civile, fotografa teatrale, cameriera, baby
sitter, giornalista, impiegata, operatrice di sportello, sostituta di direttore
in vacanza, assistente di filiale, istruttrice di nuoto, assistente di
direzione, responsabile di sala, segretaria, barista, insegnante di italiano
per stranieri, operatrice video, critica gastronomica, assistente
bibliotecaria, correttrice di bozze, addetta stampa, borsista, sono sicure di
aver fatto anche altro, ma non ricordano cosa.
Posizione lavorativa attuale:
traduttrice, web editor, giornalista/redattrice/blogger, direttrice periodico
on-line; dottoranda, laureanda.
Competenze acquisite: capacità
di riconoscere il confine “potrebbe essere il mio lavoro/non lo farei neanche
morta”, capacità di leggere tra le righe degli annunci di lavoro e delle
domande sessiste dei selezionatori, abilità performativa nel convincere l’interlocutore che “questo lavoro è il sogno della mia vita”, capacità di reinventare un lavoro morto e sepolto, capacità di fare la domanda giusta nel momento giusto alla persona giusta, capacità di fare la domanda sbagliata alla persona
sbagliata nel momento sbagliato (e divertirsi per questo), conoscenza
dettagliata dei vicoli del centro storico di Roma, resistenza di camminata
sulle lunghe distanze anche in condizioni climatiche avverse.
Esperienze non lavorative: tutte le attività che portiamo avanti insieme
ad altre donne, non per soldi, non per carriera, ma per bisogno, desiderio e
responsabilità politica.
Quel che fa la differenza:
Riuscire ad acquisire entro domani le competenze che ho detto di avere ieri,
una certa (ir)responsabilità nel riconoscere gli errori di mira ed aggiustare
il tiro, destreggiarci tra le diverse dimensioni dell’esistenza, mettersi in
discussione con un sorriso, essere radicalmente curiose.
Possiamo: portare a termine un
lavoro costi quel che costi, gestire più attività lavorative
contemporaneamente, dimenticare di avere un corpo da curare e ascoltare,
entusiasmarci per progetti che non sono nostri. Possiamo...ma non vogliamo
farlo.
Martedì 20 novembre, al Palazzo dei Congressi di Pisa si è svolta la
XII edizione di Job Meeting PISA, con la
collaborazione dell’Ateneo pisano.
Ma cos’è Job Meeting? Job Meeting è un evento organizzato nelle principali città
universitarie italiane in cui, così recita il sito, laureati e laureandi di
tutte le aree disciplinari possono incontrare aziende italiane e internazionali
presso gli stand appositamente allestiti e nel corso di workshop di
approfondimento. Durante la giornata, inoltre, è possibile per tutti i
visitatori usufruire gratuitamente di servizi di orientamento e consulenza
professionale e informarsi su qualificate opportunità di formazione superiore.
Visti i presupposti, PrecariaMente ha deciso di andare a scuriosare:
ma, nonostante tutta la buona volontà profusa per evitare di essere i soliti
guastafeste, le belle premesse sono state ben presto disilluse.
Gli stand dell’area espositiva: una galleria degli orrori che va da scuole
di alta formazione post laurea dalle rette improponibili - soprattutto in
questo periodo di crisi in cui le famiglie fanno già una grande fatica a mantenere
i figli di all’università - ad agenzie, gruppi bancari ed assicurativi che, con
la remota possibilità di un contratto o, addirittura, di un’appagante carriera,
abbindolano con proposte di stage o tirocini freschi neo-laureati speranzosi di
trovare lavoro.
I Workshop, o i “Career Lab” inseriti nel programma - ad
esclusione dell’incontro con Fabio Rocchi, Vice Presidente del Gruppo Giovani
Imprenditori Confartigianato Pisa, che quanto meno è riuscito ad interessare il
pubblico raccontando la propria esperienze lavorativa in bilico fra una laurea
in letteratura moderna e l’autoformazione nel mondo del webmarketing - sono stati una serie di informazioni superficiali
sull’imprenditoria e discorsi inconcludenti su come scrivere il proprio curriculum vitae e sullo sviluppo
personale. I relatori sono stati invece ben chiari nella pubblicizzazione del
Master in “Comunicazione, Impresa, Banche ed Assicurazioni” di Eraclito 2000, dove insegnano ben tre
delle relatrici dei Career Lab.
In ogni caso devo ammettere che frasi del tipo “ognuno di noi è un
piccolo seme”, “lavorare sul fraseggio interiore” pronunciate da Diana Pardini,
Direttrice di Eraclito 2000 e del Centro Bancari BPS e SCS e propinate al
pubblico di neo-laureati assetati di imparare a scrivere un CV vincente e di
precari, come me - talmente incredulo per la banalità sparate dall’oratrice -
sono state talmente sconcertanti da togliere il fiato a chiunque intendesse
intervenire.
E l’Università di Pisa? Capeggiava la galleria degli orrori con ben tre
stand: l’Ufficio Ricerca e Relazioni Internazionali, l’Ufficio Master e
l’Ufficio Placement struttura
promossa dall’Ateneo che dovrebbe facilitare l’inserimento professionale dei
giovani laureati. Ma di che inserimento professionale si tratta? Di stage,
tirocini ed altre forme di lavoro atipico ben distanti da un’occupazione
stabile e solo capaci di far precipitare i giovani nella spirale del lavoro
precario e di un futuro all’insegna dell’ignoto.
In questo contesto l’Università di Pisa assume un ruolo sintomatico
della situazione di crisi e degrado in cui ci troviamo: un’università con tasse
sempre più alte e sempre meno servizi, sempre meno rivolta all’accrescimento e
alla valorizzazione della persona, ma sempre più alla mercé di enti privati.
Citando ancora una volta la Dott.ssa Pardini, chiudo con una frase che
vi farà riflettere e che forse riassume il vero senso della giornata “tutti
facciamo marketing”.
Nonostante la
mia riluttanza, per adempiere a tutti i
miei doveri di lavoratore precario, ho tirato a lucido il mio curriculum vitae
e ho finalmente fatto il salto nel promettente mondo dei portali e dei siti per
la ricerca di lavoro on-line. Perché promettente? Giudicate voi dalle prime
righe pubblicate dai vari siti nella sezione “chi siamo”:
Miojob, il network dedicato al lavoro del quotidiano La
Repubblica, dice di sé:
<<Miojob è
il punto d'incontro fra chi cerca lavoro o vuole cambiarlo e le imprese alla
ricerca dei migliori talenti.>>
Borsa Lavoro, un servizio della Regione
Toscana, offerta:
<<La Borsa
Lavoro contribuisce ad un più rapido incontro tra fabbisogni, servizi e
soluzioni contrattuali, aperto a una pluralità di operatori pubblici e privati
autorizzati e accreditati. Far parte del sistema della Borsa è il modo migliore
di rendere visibile la propria offerta o domanda di lavoro su tutto il
territorio nazionale e nella comunità europea.>>
<<Monster.it, leader nella ricerca e
offerta di lavoro on line, rappresenta un punto di incontro efficace tra
candidati e Responsabili delle Risorse Umane, con prodotti e servizi che
offrono una vasta gamma di opportunità e soluzioni personalizzabili.>>
Valorizzando
la propria attività con la testimonianza di un forse fantomatico candidato di
nome Pietro:
<<Ho
usato Monster per la prima volta quattro anni fa appena dopo la laurea e
da allora è sempre stato il mio punto di riferimento per la ricerca di nuove
opportunità. Proprio su Monster ho trovato il mio attuale lavoro.>>
Cliclavoro, il Portale del Ministero
del Lavoro e delle Politiche Sociali, dall’alto della sua investitura
istituzionale dice:
<<Il Portale si configura come
il luogo di incontro virtuale dove
gli attori del sistema possono interagire, dialogare e informarsi su tutto ciò
che accade in materia di lavoro. Un vero e proprio network per il lavoro dove
gli utenti accedono a un circuito di informazioni e servizi per il lavoro
erogati sul territorio nazionale, volti ad amplificare le opportunità di lavoro
e di ricerca di personale, nell’ottica di facilitare l'intermediazione tra domanda e offerta e semplificare gli adempimenti
burocratici e legislativi.>>
<<Candidati
e Responsabili delle Risorse Umane delle Aziende. Nelle pagine del sito è
possibile trovare migliaia di offerte di lavoro aggiornate in tempo reale,
ricercabili per area geografica, categoria professionale, settore o parola
chiave.>>
www.infojobs.it sforna una serie di termini anglosassoni per
ribadire la propria posizione di leader
<<InfoJobs è la società
di recruitment online leader in Italia e in Europa per traffico Internet,
numero di offerte e curricula disponibili in database. InfoJobs.it è
leader di mercato tra i siti specializzati nella ricerca di lavoro. La solidità
dell'azienda si basa sull'esperienza consolidata e sul know how maturato nel
corso degli anni nel settore del recruitment online.>>
Emerge più che
palesemente come tutti i siti evidenzino la loro caratteristica principale di punti
di incontro rapidi ed efficienti tra l’offerta e la richiesta di lavoro, capaci
di offrire opportunità e soluzioni personalizzabili in base alla propria
formazione e alla propria esperienza.
Tutti i siti
offrono più o meno gli stessi servizi: è possibile inserire il proprio
curriculum vitae e renderlo ricercabile dalle aziende; selezionare e gestire le
offerte di lavoro che ci interessano, interagendo in maniera diretta e autonoma
con le aziende. In alcuni portali, una volta registrati e aver avuto
accesso con il proprio account, è possibile visualizzare un grafico in cui è indicata la
percentuale di completezza dei dati inseriti, così da valutare l’efficienza e
l’appetibilità del proprio profilo.
Come
richiesto, ho creato un account su tutti i siti che ho elencato, ho inserito
tutti i dati richiesti e una copia del mio curriculum vitae in formato pdf, ho
accettato tutte le dichiarazioni sull’utilizzo dei miei dati per lo scopo
previsto dal servizio e ho iniziato a candidarmi alle offerte di lavoro e alle
aziende che ho ritenuto attinenti al mio profilo professionale.
Dato alcuni
siti danno la possibilità di attivare un agente di ricerca automatico che ti
invia un’email con le offerte in linea con il tuo profilo, decido di usufruire
anche di questo servizio e, dai primi risultati, mi sembra che tutte le
premesse di rapidità, efficienza ed efficacia di cui andavano vantarsi tutti i
network di ricerca di lavoro on-line non siano proprio state mantenute.
Ecco alcune
delle offerte che ricevono:- ADDETTO ALLA
RIFINIZIONE CALZATURE- OPERAIO
ADDETTO ALLA MANOVIA- ADDETTO ALLA
TRANCIA- ADDETTO ALLA
LOGISTICA INTERNAZIONALE- ADDETTO ALLA
RIFINUTIRA PELLETTERIA- ADDETTO ALLA
CONTABILITA’-OPERATORE
FRESA MANUALE
Quello che mi
fa innervosire non è che tali offerte di lavoro non corrispondano affatto al
mio profilo professionale ma, considerato che non mi farei certamente troppi
problemi ad iniziare un nuovo lavoro, quello che mi fa arrabbiare è che tutte
le offerte richiedono esplicitamente un’esperienza triennale del settore di
svolgimento dell’attività lavorativa, un’esperienza che, come si evince dalla
miriade di profili che ho compilato e dai curriculum vitae che ho allegato, non
ho.
Quindi mi
chiedo se veramente questi siti possano essere una soluzione vincente alla
ricerca di un lavoro. Certamente aiutano a tenersi occupati: per crearmi tutti
gli account mi ci è voluta una
settimana!
Penso che
forse sia passato ancora troppo poco tempo dalla pubblicazione dei miei profili
professionali e che forse devo aspettare ancora un po’ ed attivarmi con maggior
impegno. Nell’attesa, però, ho bisogno di fare un appello: se qualcuno dei
lettori di PrecariaMente ha lavorato, anche solo un giorno, grazie ad un
portale o ad un sito di reclutamento on-line, può inviare la propria
testimonianza così da sciogliere il mio scetticismo?